Non solo alimentazione biologica e genuina: molti italiani amano anche curarsi con i rimedi naturali, scartando i comuni farmaci per scegliere le piante medicinali, considerate perlopiù blande e non pericolose. Ma attenzione, la semplicità di questi prodotti non deve far pensare a un’eventuale assunzione libera e sregolata. A spiegarci quali possono essere gli effetti collaterali di un consumo scorretto di piante medicinali è Valerio Cimino, farmacista, docente di fitovigilanza nel Master internazionale di Fitoterapia dell’Università di Trieste e dell’Università Complutense di Madrid, nonché autore di undici libri di legislazione farmaceutica.

 

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Valerio Cimino

Le complicazioni dei rimedi naturali nascono con le interazioni tra piante medicinali e farmaci e tra piante medicinali fra loro. Questi aspetti sono poco considerati dai pazienti, così come ha sottolineato anche il dottor Cimino: «In Italia arrivano, da farmacie e ospedali, un centinaio di segnalazioni avverse all’anno. Questo fa comprendere come in realtà queste complicazioni non siano da prendere sottogamba. Gli effetti collaterali avuti da situazioni avverse che possono nascere assumendo scorrettamente le piante medicinali sono diversi, ma i più frequenti sono quelli gastrointestinali». Come mettere in guardia dunque i pazienti? Forse, informandoli che nei casi più gravi di questi usi disordinati si possa arrivare anche a forme di epatite.

I pericoli di interazioni si nascondono anche dentro un bicchiere di succo di pompelmo: un frutto sano e salutare, che può però causare effetti collaterali se associato ad alcuni medicinali o rimedi naturali. «Il succo di pompelmo inibisce gli enzimi che metabolizzano i farmaci causando una maggiore concentrazione del farmaco nel sangue» avverte il dottor Cimino. «Non sono effetti collaterali da trascurare: un bicchiere di succo di pompelmo crea difficoltà e problemi che si possono prolungare  anche per tre giorni. Per cui bisogna stare attenti a non consumare pompelmo nei giorni precedenti e contemporaneamente all’assunzione di piante medicinali o farmaci».

(Serena Santoli)