Campagna di sensibilizzazione sullo scompenso cardiaco

È partita la campagna sullo scompenso cardiaco “Ogni cuore conta. Soprattutto il tuo” (#OgniCuoreConta), promossa da Novartis insieme all’Associazione italiana scompensati cardiaci (AISC).

Scopo dell’iniziativa è sensibilizzare la popolazione sulla malattia e sui rischi correlati, ma anche informare i pazienti e i loro familiari perché si rivolgano con fiducia agli specialisti.

Accanto agli specialisti della cardiologia, della medicina interna e della geriatria, assume un ruolo rilevante anche il medico di base, sia per la prevenzione delle malattie croniche e progressive come lo scompenso cardiaco, sia per l’aderenza alle terapie in corso.

Le attività della campagna sono:

  • incontri medico-paziente in 15 centri ospedalieri per aumentare la conoscenza sulla patologia. Occasioni in cui gli specialisti saranno a disposizione anche per rispondere alle domande dei pazienti e dei loro familiari;
  • creazione di materiali sullo scompenso cardiaco. Insieme agli esperti di molte Società scientifiche e con Aisc, verrà realizzato un opuscolo per conoscere i sintomi e per non sottovalutare i rischi della malattia, che sarà distribuito nei centri per la cura dello scompenso;
  • una pagina Facebook, dove trovare informazioni sulla patologia, condividere esperienze e seguire le iniziative relative alla campagna: 

I numeri dello scompenso cardiaco

In Italia, lo scompenso cardiaco colpisce l’1,7% della popolazione adulta, cioè circa un milione di persone, con circa 190 mila ricoveri ogni anno e una spesa complessiva di circa 3 miliardi di euro.

È un importante problema di salute pubblica, e lo diventerà sempre più per l’invecchiamento della popolazione e per il continuo progresso nella cura delle malattie cardiovascolari.

Poco conosciuto, è la prima causa di morte tra le patologie cardiovascolari, con una mortalità a 5 anni dopo un ricovero per scompenso cardiaco del 40-50%, mentre un paziente su 4 muore entro un anno dalla diagnosi.

«La terapia dello scompenso cardiaco ha fatto molti passi in avanti con l’uso di alcuni apparecchi, come la clip mitralica, i defibrillatori e i resincronizzatori cardiaci»

ha spiegato Ciro Indolfi, professore, direttore del dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche all’Università Magna Grecia di Catanzaro e presidente della Società italiana di cardiologia.

«Di recente, è stato introdotto nella pratica clinica un nuovo farmaco, il sacubitril/valsartan, che ha dimostrato un importante effetto benefico sullo scompenso cardiaco. Oggi, questo farmaco è consigliato dalle linee guida della Società europea per i pazienti con ridotta attività ventricolare sinistra che non avvertono sintomo».

(Cesare Betti)