Soltanto nel corso del 2012, 12mila persone si sono rivolte a un medico estetico per la rimozione dei tatuaggi. Il dato, fornito dall’Associazione italiana di chirurgia plastica AICPE, dà un’idea piuttosto chiara di quanto sia folta la schiera dei pentiti del tatuaggio.

Luca Siliprandi
Luca Siliprandi, vicepresidente AICPE

«Togliere un tatuaggio è molto più difficile che farlo, e non sempre è possibile riuscirci» avverte Luca Siliprandi, chirurgo plastico e vicepresidente di Aicpe. «I tatuaggi si fanno spesso da giovani senza pensare che è un segno che ci accompagnerà per sempre. Molti si stufano, cambiano gusti e passioni e quindi decidono di cancellare il disegno o la scritta. Alcuni lo fanno per lavoro: non avere tatuaggi o piercing è obbligatorio per chi decide di entrare nell’esercito o corpi di polizia, carabinieri, finanza».

È importante avere aspettative realistiche rispetto a questo intervento ed essere ben informati sui risultati che è possibile ottenere. Questi variano dal tipo di tatuaggio, dal colore degli inchiostri utilizzati, dal colore della carnagione. Inoltre, è bene sapere che in alcuni casi la rimozione dei tatuaggi lascia il posto al cosiddetto fantasma del tatuaggiouna sorta di ombra, che può impiegare alcuni anni a sparire definitivamente o che può restare per sempre.

Le dieci cose da sapere sulla rimozione dei tatuaggi

Chi decide per la rimozione dei tatuaggi deve tenere ben presenti questi dieci aspetti, suggerisce Siliprandi.

  1. Il laser non sempre cancella del tutto il tatuaggio: l’efficacia del trattamento dipende da colore, profondità, densità e tipo di pigmento e dal fototipo del paziente, cioè dal colore della sua pelle (bianca, olivastra, nera).
  2. Al momento la tecnica più efficace è rappresentata dai laser q-switchati (laser Q-S), strumenti che producono un impulso laser di brevissima durata (nanosecondi). Questo distrugge le cellule entro le quali sono accumulati i granuli di pigmento, spezzandoli in frammenti più piccoli (diametro variabile da 10 a 100 millesimi di mm) che vengono smaltiti nei liquidi corporei o da cellule migranti nel corso dei giorni e delle settimane successive. Ripetuti trattamenti, distanziati da un congruo periodo di tempo (in genere 45/60 giorni) per consentire la spontanea rimozione dei pigmenti, consentono di perseguire la progressiva scomparsa del tatuaggio.
  3. Calcolate bene i tempi, perché rimuovere un tatuaggio è un processo lungo: sono necessarie diverse sedute distanziate di circa 6-8 settimane. L’esposizione della cute trattata al sole o a lampade abbronzanti dev’essere evitata almeno per un mese, avendo cura, nelle corso delle prime esposizioni, di utilizzare creme a filtro solare ad alta protezione (SPF da 30 a 50+).
  4. È difficile sapere in anticipo quante sedute serviranno per la rimozione dei tatuaggio. Nei casi più facili ne bastano 3-5, mentre in quelli più difficili si arriva a 8-12 sedute. In una minima percentuale di casi il trattamento può essere insoddisfacente. Dipende da diversi fattori: il tipo di tatuaggio (quelli professionali sono normalmente più difficili da rimuovere a causa della maggior profondità del pigmento e della sua elevata densità); il colore (il verde, l’azzurro e soprattutto il giallo, sono molto difficili (a volte impossibili) da rimuovere, mentre il rosso, in alcuni casi, può scurirsi, per effetto di eventuali materiali ferrosi presenti nel pigmento). I tatuaggi più vecchi sono più facili da cancellare rispetto a quelli più recenti, perché il corpo ha già eliminato una parte del pigmento.
  5. La durata di ogni singola seduta dipende dalla superficie del tatuaggio da rimuovere. Una superficie di 4 centimetri di lato viene trattata in una decina di minuti.
  6. I tatuaggi cosmetici (sopracciglia, labbra, areole, camouflage di cicatrici) di colore rosa-marron-arancio, devono essere trattati con molta prudenza, effettuando test su piccole aree prima di procedere al trattamento completo, in quanto contengono zinco e ossido di titanio e se trattati con il laser Q-S possono annerirsi irreversibilmente.
  7. Si può interrompere il trattamento di rimozione in qualsiasi momento, consapevoli del fatto che in questo modo il lavoro non è completato.
  8. Il trattamento con laser Q-S è doloroso. Per ridurre il dolore viene di norma applicata una crema anestetizzante 30 minuti prima della seduta, e durante il trattamento viene applicato del ghiaccio sulla cute.
  9. La rimozione dei tatuaggi è più problematica per chi ha la pelle scura. Chi ha la pelle olivastra, mulatta o nera o comunque di colore più scuro del tatuaggio da rimuovere corre un forte rischio di alterare la pigmentazione. La rimozione è sconsigliata anche a chi ha la tendenza a sviluppare cicatrici ipertrofiche o cheloidee, a chi presenta infezioni attive della pelle. Attenzione invece a terapie farmacologiche o con farmaci fotosensibilizzanti.
  10. Dopo il trattamento si formano sulla pelle delle bollicine. È indicato trattare la pelle con unguenti antibiotici e applicare una medicazione occlusiva con garza vaselinata per uno o due giorni, fino alla formazione delle croste.